Oggi ricorre il settimo anniversario del terribile terremoto che colpì la mia regione - il Molise - durante una tranquilla mattinata.
Nessun telegiornale nazionale ha ritenuto opportuno ricordare la tragedia, nessuna delle istituzioni nazionali ha speso una parola a riguardo. Ormai le 27 vittime, quelle piccole vittime, sono ormai "vecchie", non servono più né ai telegiornali per fare odience, né ai politici per fare i demagoghi. A queste due categorie serve 'carne fresca', nuovo dolore su cui investire, nuova cancrena su cui proliferare.
31 ottobre 2002. Ogni anno che passa il capannello di gente che si ritrova a San Giuliano di Puglia per ricordare e commemorare è sempre più piccolo, misero, rassegnato. Intanto i genitori delle vittime, gli anziani e i bambini usciti per sempre traumatizzati da quell'evento ancora vivono nei container ed attendono, non si sa bene cosa, ma attendono sempre meno fiduciosi che arrivi anche il loro turno, che il "miracolo Abruzzo" si possa ripetere anche a pochi chilometri di distanza.
31 ottobre 2002. Ogni anno che passa il capannello di gente che si ritrova a San Giuliano di Puglia per ricordare e commemorare è sempre più piccolo, misero, rassegnato. Intanto i genitori delle vittime, gli anziani e i bambini usciti per sempre traumatizzati da quell'evento ancora vivono nei container ed attendono, non si sa bene cosa, ma attendono sempre meno fiduciosi che arrivi anche il loro turno, che il "miracolo Abruzzo" si possa ripetere anche a pochi chilometri di distanza.
Mi chiedo come potranno crescere quei bambini, con che senso dello Stato e delle istituzioni; mi chiedo tante cose a cui non so rispondere.
Sono furioso, atterrito, disperato.
Scusate. A presto.
